IL BLOG DI VON DER ROMAROTT

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L’imprinting nel cucciolo di cane
25.06.18

Quando il nostro cucciolo di Rottweiler scopre di “essere un cane”? Per quanto ci sembri strano, un cucciolo alla nascita non è consapevole di appartenere alla sua specie. Lo scopre gradualmente nelle prime, fondamentali settimane di vita, dove il contatto con la madre, con i fratelli e gradualmente con tutto il resto dell’ambiente che lo circonda, gli insegnano a riconoscere e reagire al mondo esterno, stimolando in lui la manifestazione di comportamenti istintivi. Questo processo, fondamentale per lo sviluppo cognitivo del cucciolo, si chiama «imprinting», un’impronta che si rivela indelebile e irreversibile. Importantissimo per ogni razza canina, lo è ancor di più con un cane dal carattere forte e dominante come il Rottweiler.

COS’È E COME AGISCE L’IMPRINTING NEL CUCCIOLO DI CANE
Quando i cuccioli di cane vengono al mondo, sono ciechi e sordi: è solo l’istinto a spingerli cercare le mammelle della madre per nutrirsi. Nelle prime settimane di vita, però, in un lasso di tempo molto breve, il cucciolo sviluppa i suoi sensi, inizia a tenersi sulle quattro zampe, a seguire la madre e a giocare con i fratelli. È la cosiddetta «fase di transizione» che prelude alla fondamentale fase detta «sensibile», in cui – attraverso l’imprinting – si fissano nel cucciolo, pronto ad imparare, i modelli di comportamento e della vita sociale dei cani.
Volendo spiegare in poche parole cos’è l’imprinting, potremmo dire che nel cucciolo esistono già degli schemi comportamentali che si rafforzano e si imprimono in lui se viene in contatto con determinati stimoli. Il primo modello che il cucciolo imita e segue – sembra superfluo da dire – è la madre, che gli insegna le regole fondamentali della vita sociale, come comunicare e i codici di comportamento essenziali per le reazioni con altri cani. Anche il contatto con i fratelli assume un significato determinante: giocando fra loro i cuccioli apprendono la caccia e la struttura del branco, e imparano che vi sono individui dominanti e individui sottomessi, e che a tali ruoli si addicono atteggiamenti e comportamenti precisi.
La fase sensibile è anche quella in cui i cuccioli cominciano a scoprire il mondo che li circonda e le altre specie, prima fra tutte l’uomo, e a scoprire che egli è un amico e che possono fidarsi di lui. È dunque importantissimo che i cuccioli entrino in contatto con diversi stimoli ambientali (la madre, i fratelli, noi stessi, le nostre mani, il nostro odore, la nostra voce, suoni, luoghi diversi) affinché imparino a conoscerli e a reagire in maniera adeguata.

SE LA FASE DI IMPRINTING NEL CUCCIOLO DI CANE È ASSENTE
Dicevamo che è grazie alla madre e ai fratelli che un cucciolo impara “ad essere un cane”, e per questo la permanenza in loro compagnia dovrebbe durare il più a lungo possibile. Ma se non potesse avvenire l’imprinting, o il processo terminasse anzitempo, quali conseguenze avrebbe sul cucciolo?
L’imprinting lascia un segno preciso nella crescita del cane, e così la sua mancanza. Ciò vuol dire che se un cucciolo non è stato sottoposto a determinati stimoli nella fase sensibile, una volta adulto li riconoscerà con difficoltà. Per questo è di vitale importanza permettere al cucciolo di entrare in contatto con una vasta gamma di esperienze. Ad esempio, un cucciolo tenuto in isolamento durante il periodo sensibile potrebbe aver paura alla presenza di altri cani e delle persone, e per questo diventare aggressivo e difficile da gestire. Allo stesso modo, se un cucciolo fosse improntato solo sull’uomo o solo sui cani, potrebbe riconoscere esclusivamente gli appartenenti alla specie a cui è abituato, ed essere terrorizzato dagli altri.

IMPRINTING NEL CUCCIOLO DI CANE, MA SENZA ERRORI
Per avere un cane sereno e stabile, è dunque indispensabile sapere ciò di cui ha bisogno nelle prime settimane di vita. Una garanzia della giusta attenzione verso queste necessità nella fase di imprinting potrebbe essere acquistare il cucciolo da un allevatore riconosciuto e certificato, avendo comunque la pazienza di attendere almeno 60 giorni dalla nascita!